GIRO DEL LAGO MAGGIORE IN BICICLETTA

Il Giro del Lago Maggiore in bicicletta è uno di quegli itinerari classici per chi come me è nato e cresciuto a pochi chilometri di distanza da qui ed è oltretutto, come tutti i laghi, uno dei modi migliori per pedalare sugli adorati giri ad “anello”.

UN PO’ DI INFORMAZIONI SUL LAGO MAGGIORE

Il Lago Maggiore è il secondo lago italiano per estensione dopo quello di Garda, ma è il primo in quanto a lunghezza del perimetro a causa della sua forma molto allungata e della costa frastagliata.
Divide il Piemonte dalla Lombardia nella parte italiana, e nella zona più a nord bagna le coste Svizzere. Per approfondire puoi consultare l’Ufficio turistico del Lago Maggiore.

Il giro completo è da 170 km circa, tutti praticamente pianeggianti, ed è quindi adatto a ciclisti abbastanza allenati. Per chi invece crede di non sopportare tale distanza, il consiglio è quello di dividerlo in due giornate oppure di utilizzare i numerosi traghetti che collegano i vari paesi lungo tutto il tragitto. Maggiori informazioni visitando il sito della Navigazione Laghi.

Per chi ama le salite, dal Maggiore partono diverse ascese talvolta percorse anche nei grandi Giri, ma di questo ne parleremo un’altra volta.

COME RAGGIUNGERE IL LAGO MAGGIORE

In macchina è davvero molto semplice arrivando sia da Milano che da Torino. Alternativa validissima è l’utilizzo del treno scendendo nella stazione di Arona. Da considerare anche la possibilità di raggiungerlo attraverso la ciclabile del Naviglio Grande che da Milano ti porta direttamente all’imbocco del Lago.

IL GIRO DEL LAGO MAGGIORE

Essendo appunto un anello, il giro del Lago Maggiore lo si può iniziare dove si preferisce. A me piace partire da Arona un po’ per comodità (molti parcheggi gratuiti), un po’ perché il paese in sé è davvero molto bello, e un po’ perché l’innumerevole quantità di locali sul lungo lago sono perfetti per godermi una meritata birra a conclusione della pedalata.

Solitamente lo percorro in senso antiorario, passando quindi prima dalla parte lombarda, arrivando in Svizzera, e finendo sulla sponda piemontese. In questa maniera, seguendo il movimento del sole, si riesce ad avere la massima ombra possibile. Ovviamente se si decide di pedalare in inverno, il discorso cambia totalmente e preferisco girare al contrario per sfruttare al massimo il caldo dei raggi di sole.

LA COSTA EST DEL LAGO MAGGIORE

La parte paesaggisticamente meno appagante e anche quella più trafficata è proprio la partenza. Da Arona, dirigersi verso Sesto Calende vuol dire per forza di cose passare sul “Sempione”, classica strada commerciale tra Cinema Multisala, Fast Food e grossi supermercati. Anche per questa motivazione mi piace lasciarmela alle spalle subito. Arrivati a Sesto Calende, si inizia a salire lungo la sponda della provincia di Varese. Angera, Ranco, Ispra, Arolo, fino ad arrivare a Laveno Mombello. La strada ogni tanto devia leggermente nell’entroterra in questo primo tratto, ma è davvero impossibile perdersi.
Da qui in poi, fino al confine svizzero, la strada sarà sempre bagnata dal lago. Il che rende non solo consigliato ma “obbligatorio” lo stop and go con tuffo nelle acque soprattutto nelle giornate più calde.

Superato Luino si arriva al confine svizzero, dove solitamente le guardie hanno un occhio di riguardo verso i ciclisti e li fanno transitare velocemente.

LA PARTE SVIZZERA DEL LAGO MAGGIORE

Qua inizia la parte più difficile del percorso dal punto di vista dell’orientamento. Seguendo i cartelli per Locarno e Ascona vi troverete su una super strada vietata alle biciclette. Il consiglio è quello di seguire le indicazioni, molto chiare, per la pista ciclabile che ci porterà a Locarno e poi ad Ascona. È molto ben segnalata e larga, ma ovviamente la velocità per percorrerla non può essere quella che abbiamo tenuto sulle strade aperte al traffico.

LA COSTA OVEST DEL LAGO MAGGIORE

Dopo una pausa ad Ascona, ripartiamo per la volta dell’Italia. Da qua in poi inizia la mia parte preferita. “Meniamo” a più non posso tra un paese e l’altro, e rallentiamo per goderci le bellezze dei borghi quanto li attraversiamo. Cannobbio, Ranco, Verbania. In un attimo siamo ad ammirare il golfo Borromeo con le sue tre isole. Un veloce tuffo e si riparte.

Baveno, sopra il quale sono evidentissime le cave da cui hanno estratto anche le pietre per costruire il Duomo di Milano, Stresa con i suoi lussuosi hotel, Belgirate, Lesa, Meina, con un susseguirsi di curve e Ville d’epoca. L’ideale è arrivare da questa parte prima delle 5 del pomeriggio, così da evitare il grosso del traffico.

Ultime pedalate e finalmente eccoci di nuovo ad Arona. Stanchi ma ovviamente molto felici.
“Birra?”
“Sì, grazie.”

CONSIGLI

  • Ricordarsi di portare la carta d’identità per la Svizzera.
  • Sul lago spira vento nord-sud la mattina, e sud-nord il pomeriggio. Quindi a meno che partiate dalla Svizzera, mettete in conto di pedalare sempre contro vento. Sappiate comunque che, quando c’è, si tratta di una leggera brezza, quindi non preoccupatevi più di tanto.
  • E’ sempre un lago alpino, quindi controllare bene le previsioni soprattutto per la Svizzera. Non di rado la giornata inizia col sole, passa per la pioggia, e finisce ancora col sole.
  • Le camere d’aria in Svizzera costano oltre 10 euro. Partite con la scorta.
  • Bici consigliate: da corsa per chi vuole la performance, ibrida per chi predilige la comodità e la tranquillità.

LUOGHI DA VISITARE

  • Rocca di Angera
  • Eremo Santa Caterina del Sasso
  • Locarno
  • Verbania e le isole Borromeo

Articolo di Stefano Francescutti

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