IL PASSO DEL MORTIROLO IN BICI DA CORSA

Il passo del Mortirolo è l’obbiettivo di ogni ciclista. Dopo la sua scoperta al giro d’Italia del 1991 è diventata probabilmente la salita più famosa d’Italia, non tanto per storicità, lunghezza o altitudine, quanto per la sua difficoltà.

La salita “nobile” è quella che parte da Mazzo di Valtellina.
Negli anni si è cercato di imitarlo e superarlo con altre salite forse ancora più dure, tipo lo Zoncolan, ma il Mortirolo è unico.

QUALCHE NUMERO

I numeri parlano chiaro: pendenza media oltre il 10% con punte che sfiorano il 20%.
Quota alla partenza di Mazzo di Valtellina 552m. Scollinamento a 1852m. Lunghezza totale 12,4 km.

da valtellinasport.com

LA PARTENZA

Uscendo da Mazzo Di Valtellina si trova subito una breve rampa che porta ad un bivio: si gira a sinistra e qui comincia la salita vera e propria. La pendenza aumenta inesorabilmente e ci si immerge nel paesaggio boschivo del Mortirolo.
I primi 3km abbastanza costanti, attorno al 10%, non sono altro che il preludio a ciò che ci aspetta.

IL CENTRO

La parte centrale è sicuramente la più dura. Dopo qualche centinaio di metri dopo la Chiesetta di S.Matteo all’improvviso ci si trova davanti ad una visione spaventosa: la vegetazione si apre ed ecco una rampa intorno al 20% che termina dopo molta fatica in prossimità della località “Termen”.

Si attraversa il “Pantan” su un breve tratto meno pendente ed eccoci ad affrontare il tratto più duro dell’intera salita: 400m tutti tra il 16 e il 20%. Possiamo assicurarvi che sembra non finire mai.
Una volta superato il muro, le pendenze rimangono ragguardevoli fino alla località “Cuscisc”, dove la strada spiana per un breve tratto e ci permette di respirare e recuperare.

Quando si parte per fare il Mortirolo bisogna mettere in conto di avere pazienza. Molta pazienza.
È necessario mettersi bene in testa che le difficoltà non finiscono, fino alla fine.
Ed è così che, infatti, si ritorna a spingere su strappi mai sotto il 10%. Il monumento dedicato a Pantani all’ottavo chilometro ci dà la forza, ma soprattutto ci indica che il peggio è quasi finito.

LA FINE

Dal km 9 finalmente le pendenza sono “normali”, nonostante un paio di strappi di qualche centinaio di metri sopra il 15%.

L’ultimo chilometro è decisamente uno dei più belli che si possano vedere. Un po’ per il cambio totale dell’ambiente circostante che dopo oltre 10 km di bosco si presenta molto più aperto, un po’ per le numerose scritte sull’asfalto a ricordare le imprese che furono e un po’ perché, nel nostro piccolo, siamo consci di aver fatto una impresa.

Qualche colpo di pedalata, e ci siamo.
La foto è di rito, così come la discesa col sorriso in faccia in attesa di entrare nel primo bar.

“Birra?”
“Sì, grazie.”

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Stefano Francescutti

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Il Passo del Mortirolo in bici da corsa
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Il passo del Mortirolo è l'obbiettivo di ogni ciclista. Dopo la sua scoperta al giro d'Italia del 1991 è diventata probabilmente la salita più famosa d'Italia, non tanto per storicità, lunghezza o altitudine, quanto per la sua difficoltà.
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