IL PASSO GIAU IN BICI DA CORSA

Quella che porta al Passo Giau è una salita ben conosciuta dagli amanti del ciclismo.
In poche occasioni è stata affrontata durante il Giro d’Italia: la prima volta fu nel 1976, anno in cui fu dominato e vinto per la quarta volta da Eddy Merckx.

La sua notorietà è soprattutto dovuta al fatto che, quella del Giau, è una delle salite presenti nel percorso lungo della Maratona delle Dolomiti, come abbiamo raccontato nel post dedicato.

L’ascesa può essere affrontata da due versanti: da Selva di Cadore o da Pocol, piccola frazione al di sopra di Cortina d’Ampezzo.
Al Giro d’Italia è stata sempre affrontata dal versante di Selva di Cadore, il più duro e spettacolare, e questa sarà la salita che vi racconteremo.
Il versante veneto è invece più breve e leggermente più facile anche se rimane molto impegnativo in quanto la pendenza media è falsata da alcuni facili tratti iniziali, mentre nelle parti centrale e finale è molto dura e costante. Inoltre bisogna considerare che per arrivare a Pocol è necessario partire da Cortina d’Ampezzo, aggiungendo qualche chilometro…

QUALCHE NUMERO

La salita misura 10,1 km con una pendenza media del 9,1%, e un picco massimo del 16%.
La partenza è a 1314m slm, mentre la quota di scollinamento è 2236m.
I tornanti, in totale, 29.

PASSO GIAU – PARTENZA

Come detto, la partenza per la scalata al Passo Giau è a Selva di Cadore.
Uno dei tratti distintivi della salita è la sua costanza, e già nella prima parte questa caratteristica appare molto evidente.

Come quasi tutte le salite, il primo pezzo risulta anche quello meno spettacolare. Il primo tornante lo troviamo solo dopo oltre un chilometro e mezzo, ma è molto piacevole pedalare immersi nella vegetazione.

PASSO GIAU – IL CENTRO

È all’incirca al quarto chilometro che la salita inizia a prendere ritmo. I tornanti si fanno frequenti e si sale molto velocemente considerando le pendenze sempre intorno al 10%.

Il panorama è molto gradevole, sempre immerso tra gli alberi, e qualche scorcio sulla valle ci da dimostrazione che si sta salendo…eccome!

Nel mezzo troviamo due corte gallerie, ben illuminate, che non danno preoccupazione alcuna.

PASSO GIAU – L’ARRIVO

È negli ultimi chilometri che la salita al Passo Giau diventa davvero spettacolare. Pedalare con la maestosità della cima del Monte Nuvolau davanti agli occhi, è davvero un’esperienza da provare.
Si affronta qualche tornate, si attraversa un’altra galleria, intorno a noi il paesaggio diventa più brullo…ma nella realtà ciò che rimane davvero in testa è proprio il Monte di fronte a noi. Tutto il resta passa, quasi, in secondo piano.

È come avere un mirino davanti agli occhi: ti da il riferimento di dove sarà il traguardo, cosa che in molte altre salite non accade quando invece si vede l’arrivo solo dopo l’ultima svolta.

Una volta arrivati, beh, si apre davanti agli occhi a 360° quello che secondo me è uno dei panorami più belli delle Dolomiti. Si possono vedere chiaramente Cortina d’Ampezzo, le Tofane, la Croda Rossa, il Pelmo, il Pomagagnon, il Cristallo e Croda da Lago, l’Averau, il massiccio del Sella e la Marmolada.

E in ultimo, ma non per importanza, troverete un perfetto ristoro dove rilassarvi, respirare aria pulita, e ricordarvi che siete davvero nel paese più bello del mondo.

“Birra?”
“Si, grazie.”

Per tutti i prodotti per praticare il tuo sport preferito c’è Deporvillage

Stefano Francescutti

Summary
IL PASSO GIAU IN BICI DA CORSA
Article Name
IL PASSO GIAU IN BICI DA CORSA
Description
Quella che porta al Passo Giau è una salita ben conosciuta dagli amanti del ciclismo. In poche occasioni è stata affrontata durante il Giro d’Italia
Author
Publisher Name
Deporvillage Magazine
Publisher Logo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here