Perché i runners non si ammalano? (O si ammalano meno)

“Sai, da quando ho iniziato a correre non prendo più nemmeno un raffreddore!”.
Questa è una della frasi che più frequentemente si sente ripetere tra le persone che hanno approcciato il mondo del running.

Può sembrare strano, in effetti. Il periodo invernale è già abbastanza duro per conto proprio: freddo, pioggia, vento, neve mietono le loro vittime anche tra chi sta seduto a poltrire sul divano. Figuriamoci tra chi quotidianamente sfida il ghiaccio sulle strade e le basse temperature del mattino, per preparare una maratona, un trail o semplicemente per il piacere di correre.

Tuttavia bisogna affermare che sì, chi corre si ammala di meno.

 

I 3 BENEFICI

Innanzitutto bisogna analizzare i 3 benefici protettivi dello sport rispetto alle patologie invernali.

  1. Chi fa sport suda, e il sudore è il miglior modo per eliminare tossine e altri metaboliti. Il corpo che suda resta più “pulito” rispetto a chi quelle tossine, assunte con cibo, smog o con i farmaci, se le tiene tutte dentro.
  2. Correre rinforza cuore e arterie: il cuore diventa più forte (cioè pompa più sangue nell’unità di tempo) e le arterie diventano più elastiche. 
  3. L’allenamento aerobico di durata accresce la densità del sangue (maggior numero di globuli rossi) e il numero di mitocondri (le centraline energetiche) delle cellule muscolari.

A cosa porta, quindi, tutto ciò?

PIÙ OSSIGENO!

La somma di questi fattori porta alla fine una maggiore quantità di ossigeno alle cellule muscolari, ma anche a tutti gli altri organi e così:

  • Fegato: più ossigenato depura l’organismo con maggiore efficienza. 
  • Polmone: più ossigenato guarirà prima, o riparerà più rapidamente gli alveoli danneggiati. 
  • Pelle: più ossigenata sarà più protetta dagli agenti infettivi esterni o da escoriazioni. 
  • Intestino: più ossigenato lavorerà meglio e non soffrirà di stipsi, eliminando così con rapidità scarti e tossine. 

Un corpo che si muove con regolarità è più efficiente da un punto di vista delle prestazioni ma anche dal punto di vista della detossificazione e della prevenzione delle malattie invernali, tra cui l’influenza.

GLI ACCORGIMENTI

Naturalmente ciò non vuol dire che un runner non si ammalerà mai. Esagerare con i carichi, mangiare male, esporsi al freddo troppo a lungo, restare sudati al campo a chiacchierare dopo la fine dell’allenamento: in questo caso il rischio di ammalarsi aumenta, eccome. 

E SE CI SI AMMALA?

Può tuttavia capitare di ammalarsi “un pochino” anche da sani. Arrivano i primi sintomi dell’influenza, si sentono le ossa dolenti, sale qualche linea di febbre, ecc. In tal caso è necessario lasciare sfogare l’organismo, che può proprio avere bisogno di quella febbre per debellare il virus o eliminare le tossine. Se si lascia reagire un corpo sano, solitamente in pochi giorni si torna in forma.

L’errore più grave e più comune che si possa fare, invece, è proprio quello di assumere un analgesico o un antipiretico per stare subito meglio. Il risultato di abbassare la febbre significa spesso ridare forza a batteri e virus che la febbre stessa stava combattendo, prolungando così la malattia di diversi giorni. Il rischio successivo di tale comportamento è che una semplice malattia invernale, prolungandosi,  possa degenerare in qualcosa di peggio, magari con complicanze di tipo batterico. Che costringono poi a fare uso di antibiotici.

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Stefano Francescutti

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