Test Sella DPV Challenger

Ecco la recensione della sella DPV Challenger una sella filante di linea e con ottimo compromesso fra confort e prestazioni per lunghe distanze in bici da corsa

Testiamo la nuova sella marchiata DPV by Deporvillage, la DPV Challenger.

Stiamo logicamente parlando di una delle componenti più determinanti ed importanti quando si tratta di ciclismo amatoriale e bicicletta da corsa, sicuramente la più delicata per quel che concerne il comfort ed il benessere fisico ed anatomico.

In tempi di misure biometriche, posizionamenti in sella operati da professionisti dal settore e cura maniacale dei dettagli anche nel ciclismo amatoriale, la scelta della sella è una di quelle da prendere con più cura e attenzione, tenendo in primaria considerazione qualità dei materiali, design e manifattura dei prodotti in commercio. In questo campo, come per il resto dell’offerta targata Deporvillage, siamo assolutamente ai livelli top di gamma della concorrenza.

La conformazione della sella

Fatte queste doverose premesse, a livello conformazione la sella DPV Challenger si adatta bene alle mie misure, avendo identica larghezza e lunghezza inferiore di mezzo centimetro rispetto alla sella che ho utilizzato (anche in competizione) da circa un anno. Per la precisione, le misure della sella DPV sono 280×1400 mm.

Le tecnologie di costruzione

Prima di entrare nel dettaglio dei test veri e propri, presento quelle che sono le tecnologie impiegate nella costituzione della sella DPV Challenger ed i suoi punti di forza, a partire dalla tecnologia di riempimento AirFoam, una schiuma espansa ad alta densità che permette il miglior compromesso tra rigidità conformazionale e morbidezza delle zone di appoggio. La zona di contatto perineale è dotata di canale anatomico, che percorre la sella lungo tutto l’asse centrale, studiato appositamente per ridurre il contatto e la compressione dei tessuti molli e dei tendini, eliminando eventuali intorpidimenti. La sella presenta il classico foro centrale che aiuta a prevenire i problemi alla prostata che personalmente, alla mia esperienza con questa soluzione, ho trovato molto confortevole.

Le peculiarità più importanti della sella DPV Challenger riguardano invece le modalità di connessione tra sella, scocca e carrello, sfruttando le tecnologie d’avanguardia Atmose Archtech Suspension. Con la prima, Atmos, la sella si connette alla scossa senza cuciture a vista, rendendola totalmente waterproof, caratteristica importantissima per aumentare la vita della sella e rendere possibile un lavaggio più accurato ed approfondito. La tecnologia Archtech Suspensionprevede invece un sistema di connessione tra carrello e scocca che conferisce all’intero sistema una flessibilità sorprendente ed inattesa che si traduce, in fase di pedalata, in un aumento di comfort e comodità. Il carrello è realizzato in Cromo-Molibdeno, quindi offre un’ottima resistenza meccanica senza rinunciare ad un’adeguata elasticità e flessibilità.

Il design della sella

Tutte queste soluzioni tecnologie e costruttive sono poi tradotte in una sella filante, dalle forme sportive ma non estreme. Ho trovato particolarmente gradevoli sia i colori (che si adattano perfettamente a quelli della mia bici da corsa) che le componenti lucide sulla superficie della sella.

Passiamo ora alle prove su strada. Farsi un’idea di una sella in poco tempo è al tempo stesso facile e difficile. Facilissimo nel caso in cui le sensazioni siano subito nettamente negative (e non è questo il caso); in caso contrario, le valutazioni da fare sono molto più complesse ed articolate. Per capire e valutare questa sella ho deciso così di testarla consecutivamente su percorsi e con andature diverse.

Il test in strada

Ho iniziato con una pedalata tranquilla in pianura, per un giro “di conoscenza”. Una volta valutate le prime impressioni di seduta, comfort e comodità sono passato a test più probanti: un giro collinare ad andatura ben più sostenuta e poi un giro con salite lunghe in Valsesia.

Il mio responso è stato assolutamente favorevole ed entusiasta ed ho così deciso di farla diventare stabilmente la mia sella. La sella DPV Challenger dà il meglio di sé nei cambi di ritmo, nei cambi di posizione ed ancor di più, secondo le mie impressioni, in salita quando si passa continuamente dalla pedalata in piedi alla pedalata da seduto. Insomma, in tutte quelle situazioni in cui sono richieste performance elevate da una sella. Sono riuscito a sentire e cogliere distintamente il comfort della flessibilità generata dalla tecnologiaArchtech Suspension. Durante la lunga salita di Rimella, in Valsesia (resa ancora più difficoltosa dal mio stato di forma precario dopo le vacanze estive), ho continuamente variato il ritmo, cambiato posizione in base alle fasi di spinta, mi sono alzato sui pedali nelle rampe più impegnative. Tutto ciò senza avvertire dolore, fastidiosi intorpidimenti o sensazioni di disagio.

Conclusione

Secondo la mia opinione, derivante dai test effettuati personalmente, la sella DPV Challenger è l’ideale per chi, cerca il compromesso ideale tra comfort, aspetto fondamentale nell’acquisto di una sella, e prestazioni. È il prodotto ideali dunque tanto per il cicloturista del weekend quanto per l’agonista più competitivo. Una sella che ben si adatta a qualsiasi situazione, percorso e ciclista.

Tutti i prodotti DPV li trovate su Deporvillage

Alessandro Bergamo

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Test sella DPV Challenger
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